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Teocrito
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Teocrito (in greco antico Θεόκριτος?, Theókritos; Siracusa, 315 a.C. – 260 a.C. circa) è stato un poeta siceliota, inventore della poesia bucolica.
Contents
• Opere
• Idilli
• Zampogna
• Note
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Biografia
Trascorse verosimilmente l'infanzia e l'adolescenza nella città natale, dove cercò di entrare a far parte della corte del tiranno mwgaGerone, come sarebbe testimoniato dall'idillio XVI in cui il poeta fa le lodi, appunto, di Gerone (probabilmente per ingraziarsene i favori): fallito il tentativo in patria, si mise in viaggio e si stabilì dapprima a mwgqCos, dove entrò in contatto con mwggFilita e mwgwNicia di Mileto e in seguito ad mwhaAlessandria dove trovò finalmente un mwhqmecenate in mwhgTolomeo Filadelfo.
Da alcuni riferimenti contenuti nell'idillio XVII si ricava che il soggiorno egiziano di Teocrito dovette avvenire fra il mwia274 a.C. e il mwiq270 a.C.: ad Alessandria, in quel momento, esisteva un vivace dibattito letterario, animato dal poeta mwigCallimaco, che vedeva due schieramenti contrapposti: da un lato i sostenitori del poema tradizionale di tipo omerico e, dall'altro, i fautori di un nuovo modo di concepire la letteratura e il fare poetico, che fosse caratterizzato dalla brevità dei componimenti, dall'erudizione e dalla cura formale. Nella disputa, Teocrito prese certamente le difese del secondo gruppo, come è dato capire, non solo dalle sue poesie, ma soprattutto dall'idillio VII, le mwiwTalisie, in cui Teocrito fa una precisa dichiarazione di poetica in tal senso.
Poche notizie abbiamo sull'ultima fase di vita del poeta e gli studiosi non sono concordi: probabilmente viaggiò ancora, forse per fare ritorno in patria o forse per stabilirsi nuovamente a Cos. Non conosciamo, comunque, né la data né il luogo della morte, anche se si pensa che la morte vada collocata prima del mwjq250 a.C.
Opere
Il lessico mwkamwkqSuda attribuisce a Teocrito una serie consistente di opere e, più precisamente: i mwkgpoemetti mwkwFiglie di Proitos, mwlaSperanze ed mwlqEroine, inoltre mwlginni, mwlwepicedi, carmi melici, mwmqelegie, mwmggiambi ed mwmwepigrammi. Di questa vasta produzione oggi si sono conservati:
• 30 carmi (noti anche col termine "idilli", di cui 8 sono spuri);cite-ref-3[3]
• 25 epigrammi;
• un mwpacarme figurato (la mwpqZampogna o lo mwpgZufolocite-ref-0-4-0[4]);
La parte più consistente e che certamente raggiunge i più alti risultati artistici è la serie degli mwtwIdilli.
Idilli
Gli mwugIdilli (mwuwΕἰδύλλια)cite-ref-6[6]. Il nome indica il tipo di componimento, di estensione relativamente breve e ambientazione arcadica; in seguito, il termine assumerà per antonomasia il significato attualmente attribuitogli. Sono una raccolta di 30 componimenti in esametri; di questi solo 21, in dialetto dorico e di breve estensione, sono sicuramente attribuibili a Teocrito. Esiste anche il frammento di un XXXI idillio su papiro.cite-ref-0-4-2[4] Questi gli idilli conservati:
1. Tirsi, o il canto
2. Le incantatrici
3. La serenata (è un monologo pronunciato da un capraio)
4. Pastori
5. Capraio e il pecoraio
6. I poeti bucolici
7. Le Talisie
8. I bucoliasti (spurio)
9. I bucoliasti (spurio)
10. I braccianti o i mietitori
11. Il Ciclope
12. L'amato
13. Ila
14. Eschine e Tionico
15. Le Siracusane, o le donne alla festa di Adone
16. Le Grazie, o Ierone
17. Encomio di Tolomeo
18. Epitalamio di Elena
19. Il ladro di miele (spurio)
20. Il pastorello (spurio)
21. I pescatori (spurio)
22. I Dioscuri
23. L'amante (spurio)
24. Il piccolo Eracle
25. Epillio di Eracle (spurio)
26. Lene, o Baccanti
27. Ecloga (spurio)
28. La conocchia
29. I Paidikà (canto d'amore omosessuale)
30. II Paidikà (canto d'amore omosessuale)
Si tratta, dunque, di un'opera dal contenuto vario: un gruppo tratta d'argomento bucolico, genere di cui Teocrito è ritenuto l'inventore; un altro è costituito dai cosiddetti mwxgmimi, cioè scene e dialoghi di vita quotidiana; altri sono di argomento mitologico (mwxwepilli); vi è un inno ai mwyaDioscuri, la cui peculiarità è la presenza di una sticomitia di tipo tragico; altri infine contengono spunti ed accenni personali e sono generalmente ritenuti spuri. Teocrito iniziò probabilmente la composizione degli mwyqIdilli in seguito al primo viaggio, fatto a mwygCos, e decise di continuare nella sua opera dopo aver assistito al dibattito ad mwywAlessandria, iniziato da mwzaCallimaco, sull'importanza della nascita di un nuovo genere che abbandonasse gli mwzqschemi classici, più propriamente mwzgomerici, e che si facesse portatore di un nuovo metodo di composizione, caratterizzato dalla mwzwbrevitas e dal mwaalabor limae.
Epigrammi
Dei 25 epigrammi tramandati nell'mwawmwbaAntologia Palatina sotto il nome di Teocrito, 22 figurano, disposti in ordine metricocite-ref-7[7] nei principali manoscritti degli mwcqIdilli. Risulta difficile sceverare quali siano autenticamente teocritei, anche se essi mostrano stile e temi tipici degli idilli, come nei primi 6 della raccolta; ad essi si affiancano epigrammi funebricite-ref-8[8], dedicatoricite-ref-9[9], dediche a poeti strutturate come epigrafi tombali o di statuecite-ref-10[10]. Chiude la raccolta un epigramma autocelebrativo, che con orgoglio rivendica l'originalità del poeta:
«Altri è quello di Chio, ma io, Teocrito, che scrissi queste cose,
sono uno dei tanti siracusani,
figlio di Prassagora e dell'illustre Filina:
non seguii mai la Musa altrui.»
Zampogna
Nel XV libro dell'mwgqAntologia Palatina, tra vari epigrammi di tematica inusuale, è stato tramandato un componimento figurato, attribuito a Teocrito sulla base del nome del dedicatario, Simikidas, pseudonimo che egli usa nelle mwggTalisie. La mwgwZampogna è così intitolata dalla forma dei versi. Infatti, i versi di questo poemetto sono disposti a coppie, ciascuna di una sillaba più corta della precedente, e il metro va da un esametro ad un dimetro catalettico. La soluzione di questo indovinello figurato, ricchissimo di giochi di parole, è il flauto di un pastore dedicato a Pan da Teocrito.
La ragione più forte per dubitare dell'attribuzione di questo straordinario mwhqtour-de-force a Teocrito è che il flauto dell'epoca del poeta siciliano sembrerebbe essere stato rettangolare, i tubi essendo di uguale lunghezza, con la differenza di tono garantita da otturazioni di cera.
Poetica e poesia di Teocrito
Teocrito è considerato il meno artificioso e il più spontaneo dei poeti mwiaellenistici. Certo c'è in lui un sentimento più vero e immediato, un amore più genuino per la vita agreste, ma questa spontaneità è a volte solo un'impressione, dovuta alla brevità e leggerezza delle poesie, alla scelta dagli argomenti, alla rappresentazione di un mondo cittadino o borghese, della vita quotidiana vista con realismo, dei sentimenti analizzati soprattutto nelle sfumature, nelle pene e tristezze d'amore.
Teocrito è in realtà un poeta dotto e il suo amore per la natura è più riflesso che spontaneo, cioè è nostalgia di un mondo ormai soffocato dalla vita convulsa della città, è un mondo di pastori che ad un tratto abbandonano il linguaggio rozzo e parlano con finezze e citazioni dotte. Tuttavia le descrizioni vaste e serene, il realismo, la vivacità dei caratteri umani, il buon gusto, la raffinatezza e il senso della misura nell'idealizzazione della natura salvano Teocrito dal mwigmanierismo e ne fanno un poeta vero.
L'idillio VII, intitolato mwjaTalisie, è divenuto celebre perché in esso Teocrito racconta della propria investitura poetica, facendone il suo manifesto programmatico.
Un gruppo di amici tra cui Simichìdas (dietro il quale si nasconde la persona di Teocrito) si sta recando in città sull'isola di Cos per prendere parte alla festa delle Talisie. Durante il tragitto vengono avvicinati da un pastore-cantore di nome Lykìdas (un membro del cenacolo poetico che si raccoglieva intorno a Filita di Kos) Dopo un agone poetico nel quale Simichìdas canta un elogio dell'amore efebico e Lykìdas canta il mondo pastorale, quest'ultimo cede il proprio bastone a Simichìdas; dietro a questo atto si nasconde l'investitura poetica di Teocrito. M.Puelma ha messo in luce il tono fortemente omerizzante con cui viene introdotta la figura di Lykìdas. Il personaggio è infatti caricato di una misteriosa aura soprannaturale e risulta essere per metà divino e per metà pastore. Da un lato la sua epifania ricorda molto quella delle divinità olimpiche in Omero dall'altro viene descritto in maniera realistica nell'abbigliamento. Il Gow ha rintracciato in questo ritratto una somiglianza con l'investitura esiodea del prologo della mwjgTeogonia spiegando che l'aureola del "divino" posseduta da Lykìdas è funzionale all'investitura poetica stessa.
La fortuna di Teocrito fu immensa. mwkaVirgilio s'ispirò a lui nella stesura delle mwkqBucoliche; egli infatti riprese da Teocrito soprattutto i contenuti e gli aspetti bucolici, stravolgendone però la forma e la presentazione. Ma troppo spesso gli imitatori caddero nell’artificiosità (come l'mwkgArcadia settecentesca) creando un mondo di damerini travestiti da pastori.
Note
cite-note-11. ↑ Cioè l'apice della propria carriera poetica.
cite-note-22. ↑ Che morì nel 270 a.C.
cite-note-33. ↑ Editi criticamente per la prima volta nel mwnwI secolo a.C. da mwoaArtemidoro di Tarso e commentati da suo figlio Teone.
cite-note-55. ↑ Probabilmente un carme in onore della moglie di mwsqTolomeo Filadelfo.
cite-note-77. ↑ prima quelli in distici, poi quelli in metro vario
cite-note-88. ↑ VII, IX, XV, XVI, XX, XXI, XXIII.
cite-note-99. ↑ VIII, X-XIV, XXIV.
cite-note-1010. ↑ XVII-XIX, XXII.
Bibliografia
Edizioni critiche delle Opere
• mwygBucolici graeci, recensuit et emendavit Udalricus de Wilamowitz-Moellendorff, Oxonii, E Typographeo Clarendoniano, 1910.
• mwzaBucoliques grecs. Tome I: Théocrite. Texte établi et traduit par P-E. Legrand, Paris, Les Belles Lettres, 1925mwzq1.
• mwzwTheocritus, edited with translation and commentary, A. S. F. Gow, Cambridge, Cambridge University Press, 1952mw0a2 (1950mw0q1):
• Vol. I: Introduction, Text, and Translation.
• Vol. II: Commentary, Appendix, Indexes and Plates.
• mw1gTheocritus quique feruntur Bucolici Graeci, recensuit Carolus Gallavotti, Romae, Typis Publicae Officinae Polygraphicae, 1993mw1w3, 1955mw2a2, 1946mw2q1.
Edizioni critiche degli Scolî
• mw3qScholia in Theocritum vetera, adiecta sunt scholia in technopaegnia scripta, recensuit Carolus Wendel, Lipsiae, In aedibus B. G. Teubner, 1914.
Studi sulla tradizione manoscritta
• mw4qTheocritea, Carlo Gallavotti, Roma, Bardi Edizioni, 1991.
• mw4wStudies in the manuscript tradition of Theocritus, P. G. B. Hicks, University of Cambridge (Phd Thesis).mw5aOnline
Traduzioni e studi
• G. Serrao, mw6aProblemi di Poesia Alessandrina. I. Studi su Teocrito, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1971.
• Teocrito, mw6gIdilli, a cura di M. Cavalli, Milano, Oscar Mondadori, 1991.
• Teocrito, mw7aIdilli e Epigrammi, intr., trad. e note di B. M. Palumbo Stracca, Milano, BUR, 1993.
• A. W. Bulloch, mw7gLa poesia ellenistica. Teocrito, in mw7wLetteratura Greca Cambridge, Milano, Mondadori, 2007, pp.mw8a 275–302.
• Teocrito, mw8gIdilli ed epigrammi, a cura di Massimo Rossi, testo greco a fronte, Milano, La Vita Felice, 2020.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itTeòcrito, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaEttore Bignone, TEOCRITO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefbritannica-com(EN) Theocritus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefmlolOpere di Teocrito / Teocrito (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Teocrito, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Teocrito, su LibriVox.
• citerefgoodreads(EN) Teocrito, su Goodreads.
• (EN) Teocrito, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Teocrito, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• mw-qScolii di Teocrito: mw-g(LA, GRC) mw-wmw-aScholia in Theocritum vetera, Carolus Wendel (a cura di), adiecta sunt scholia in technopaegnia scripta, Lipsiae in aedibus B. G. Teubneri, 1914.
• mw-gIdilli di Teocrito, su miti3000.it. URL consultato il 21 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2016).